L’astrologia non è un metodo di indagine razionale. Per essere usata in modo proficuo, ha bisogno di un modus mentis coerente con la tradizione esoterica e dell’uso di tutte le nostre facoltà, quindi non solo del pensiero, ma anche del sentire nelle sue molteplici forme, dell’immaginazione e dell’intuizione. In questo modo potremo interagire con i sistemi simbolici ed entrare in un intimo dialogo con gli strati universali della psiche. La psicologia analitica e transpersonale hanno ripreso temi cari alla tradizione esoterica e li hanno, in parte, tradotti in un linguaggio consono alla nostra epoca. L’astrologia è basata sull’antico concetto della sympatheia, che postula un universo interconnesso, in cui i rapporti tra le sue parti sono retti da principi dei quali la causalità è solo uno dei tanti. Comprendere i principi di sincronicità e di ciclicità nell’avvicendarsi degli archetipi ci aiuta ad orientarci nel dialogo con il nostro cielo natale e con le opportunità (auto)terapeutiche che offre. Questo articolo espone alcune ricerche condotte sui transiti sia individuali che planetari e le riflessioni sulla sincronicità che ne sono emerse. Dopo un excursus nel campo delle indagini statistiche, presentate come un esempio dell’impossibilità di rinchiudere l’astrologia nei limiti di una mentalità razionalistica, l’articolo tratta brevemente delle teorie del caos, che danno una molto vaga spiegazione scientifica della sincronicità e del modo in cui potrebbero funzionare oracoli, pratiche magiche e sistemi simbolici come l’astrologia.